Minorenni in interventi di Protezione Civile

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Nel recente intervento nella tendopoli di Camposanto, il capo campo, si è trovato a dover escludere dalle attività alcuni ragazzi minorenni.
Questi ragazzi partecipavano attivamente con impegni leggeri e non pericolosi. Capisco la decisione di escluderli: la responsabilità è grande. Solo immaginare un incidente, anche poco provabile, si drizzano i capelli in testa. Comprendo la decisione del capo campo e forse anch’io avrei fatto lo stesso, ma in tutto questo trovo che qualcosa non va.
Nulla sembra impedire ai ragazzi di drogarsi o di frequentare cattive compagnie, ne le leggi, ne le regole.
Fra le poche soluzioni che vedo, vi è una crescita responsabile e partecipata, in azioni e convinzioni che aiutano a maturare. La partecipazione alle attività della tendopoli mi sembra un veicolo eccezionale per esercitare l’altruismo e l’impegno, insegnando che la vita non è solo sballo e divertimento.
Mi chiedo, allora, come fare per non perdere anche quei pochi che sono disponibili. Chi si prende la responsabilità? Perché non prendersela? Oggi, che la sicurezza, le norme, le leggi sovrabbondano tanto da bloccare e non rendere possibile impegnare un minorenne. Allora, come fare?
Non ho risposte. In genere, io, in queste occasioni, tendo a disattendere la norma o la legge. Magari qualche dirigente, politico, sindaco o tutore, titolato può fornire una risposta che al momento io non ho.