Uso delle radio in volontariato di protezione civile

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RadioNell'ambito del volontariato della protezione civile, viene molto comodo utilizzare apparati radio per le comunicazioni, sia che si tratti di distanze brevi, interpersonali con la squadra attiva sul campo, sia con le varie sale radio.  Questo perché le comunicazioni sono immediate, e di gruppo.

Le radio attualmente disponibili in commercio sono piccole, maneggevoli, e con una discreta autonomia. Facili da usare e quindi diffuse.

Bisogna, però, precisare che l'uso di un apparato radio ricetrasmittente è regolamentato da leggi. L'impiego diventa vietato e sanzionato, e l’apparato può venire sequestrato dalle autorità, se non si rientra nei casi previsti dalla legge. Le questioni inerenti le radio sono state depenalizzate, ma vi è comunque possibilità di un processo civile e di severe sanzioni per l’utilizzatore non in regola.

E' richiesto, per l'utilizzo di un apparato radio, una opportuna procedura amministrativa e il pagamento di una tassa, ad esclusione di pochi casi (libero uso, ex articolo 105 del D.Lgs 250/2003)

Ad uso personale si può ricorrere ad apparati individuati con varie sigle:

  • LPD - Low Power Device
  • PMR - Private Mobile Radio
  • PMR446 - Private Mobile Radio 446 (comprende anche dPMR, radio digitali con canali allocati tra 446100 e 446200)
  • CB - Citizens' Band
  • SRD - Short Range Device

Per uso in relazione a gruppi di volontari o di radioamatori:

  • Apparati ad uso civile
  • Apparati ad uso radioamatoriale.

I vari apparecchi in base alla potenza e alla frequenza possono coprire aree più o meno estese. Va chiarito che la copertura è fortemente influenzata dal territorio, dagli ostacoli e dal tipo di ostacoli, quindi eventuali indicazioni di copertura sono indicative e normalmente riferite al campo aperto, privo di ostacoli.

Apparati LPD PMR446 e dPMR sono costruiti e venduti solo come apparati portatili palmari, non esistono versioni veicolari (salvo poche eccezioni non molto interessanti).

  • Gli apparati denominati LPD sono di libero impiego, hanno una potenza bassa (10mW) che limita la distanza a circa 1 Km. Hanno una dotazione di 69 canali, ma in Italia sono consentiti solo i canali da 1 a 20. E’ inoltre obbligatorio che queste radio funzionino con le antenne in dotazione, che sono inamovibili ed è vietato sostituirle con antenne esterne (una buona antenna migliora notevolmente la distanza coperta). Ovvio che ogni modifica fa decadere l’omologazione.
  • Simili agli LPD sono gli SRD 868, hanno  126 canali tra 868 e 870 MHz, potenza massima 25 mW, antenna inamovibile. Esistono ricetrasmittenti in questa frequenza, tuttavia la portata è talmente limitata che l’uso è utile solo all’interno di piccole realtà (discoteche, piscine, alberghi).
  • I PMR446  (frequenze da 446.006 a 446.093 MHz ) hanno potenza più elevata (500mW) e coprono distanze di qualche chilometro, ma l'uso é soggetto ad una tassa amministrativa annuale (contributo di €. 12,00, indipendentemente dal numero di apparati se intestati a privati; la tassa è diversa se l’uso è per lavoro e intestato a ditte). Sono radio dotate di 8 canali, in cui è possibile utilizzare anche i subtoni per limitare le interferenze.  E’ obbligatorio che queste radio funzionino con le antenne in dotazione, che sono inamovibili ed è vietato sostituirle o usare antenne esterne. Questo tipo di apparati è il più utilizzato per la caccia, il turismo, il lavoro in cantiere, le escursioni in gruppo, la gestione di parcheggi, di piccola viabilità, corse campestri, corse ciclistiche, comunque dove vi sia necessità di parlare entro pochi Km senza grosse garanzie di buon esito del collegamento o di assenza di interferenze.
     

Apparati con i soli canali LPD  non sono più commercializzati e sono stati sostituiti da nuovi dispositivi che inglobano entrambe le funzionalità: LPD e PMR446.
Queste radio, se usate in modalità LPD sono di libero uso (sempre nei soli canali da 1 a 20);  se usate nei canali PMR sono soggette alla tassa amministrativa. Non ci sono blocchi che impediscano l'una o l'altra funzione.

  • Gli apparati dPMR di recente introduzione sul mercato, funzionano in modalità digitale su 16 canali, per il resto (potenza, antenna inamovibile, tasse) sono come i PMR446 analogici.  La loro caratteristica è che la comunicazione digitale non viene ricevuta dai normali ricevitori analogici.
  • I CB sono largamente diffusi. Il loro uso è soggetto ad una pratica amministrativa che richiede il pagamento di una tassa annuale, 12 euro come nel caso dei PMR.
    I prezzi delle radio sono relativamente bassi, ma l'efficienza non troppo elevata quando usati con antenne piccole. Le antenne efficaci per questi apparati possono raggiungere dimensioni di alcuni metri, quindi poco adatte all'uso campale / portatile.  Sono in uso specialmente presso i camionisti.
  • Gli apparati ad uso civile, per intenderci quelli impiegati nella protezione civile (sia su mezzi mobili che palmari), funzionanti in banda VHF oppure UHF, richiedono, per l'uso, una specifica autorizzazione e (in molti casi) di una tassa di concessione che viene rilasciata ad enti o aziende.
    Pur essendo libera la vendita, ogni apparato acquistato deve essere inserito nella concessione, e il suo numero di matricola deve essere presente nel documento di esercizio.   E' il caso degli apparati ufficialmente assegnati al comitato di PC (o consulta) che sono usati a fronte di una concessione e devono essere tutti denunciati e registrati.
    La radio deve essere omologata per lo specifico uso, questo significa che non tutte le radio, anche se tecnicamente funzionanti sulla specifica frequenza, sono registrabili. Per essere in regola, l’utente deve poter esibire agli organi di controllo copia del Documento di Esercizio in cui risulti la matricola della radio in uso. Per questo è importante tenere aggiornato tale documento, che viene rilasciato dal Ispettorato Territoriale del Ministero Sviluppo Economico-Telecomunicazioni di Bologna.

      L’iter corretto per l’acquisto di una radio da poter usare nell’ambito della Protezione Civile / Comitato è il seguente:
    si acquista la radio che si intende usare sulle frequenze in concessione al Comitato e alla Regione (ad esempio il canale 1,  a 173.500 MHz,  è Regionale, non è concesso al Comitato e viene usato per i collegamenti con la Regione). Tale radio deve essere un modello omologato per uso civile (quindi niente apparati radioamatoriali o simili cneserie).
    Si comunica marca/modello/matricola al referente del Comitato e NON si può usare l’apparecchio al di fuori dell'uso consentito dalla concessione (solo protezione civile locale).
    Il referente comunica i dati del nuovo apparecchio al Ispettorato l’ispettorato appronta un nuovo documento di esercizio comprendente la nuova radio
    il referente si rivolge a Bologna (nel caso di utenze in Emilia-Romagna) presso l’Ispettorato e ritira il nuovo Documento di Esercizio. Ne consegna copia all’utente della nuova radio, che solo ora può cominciare ad usarla.
    Poiché la procedura di rilascio di un nuovo documento di esercizio è lunga e complessa, solitamente viene svolta una volta l’anno, e il referente segnala al Ispettorato tutte le nuove radio acquistate nell’anno.

    Attenzione! E’ molto importante acquistare un apparato la cui marca e modello siano già presenti nella Scheda Tecnica della Concessione Ministeriale, in quanto se si acquista un modello non presente, è poi necessario da parte del Referente richiedere un aggiornamento della scheda tecnica, procedura ancora più complessa e costosa, che viene svolta dal Ministero a Roma e non più a Bologna. Fondamentale, quindi chiedere preventivamente al referente quale modello acquistare.
    Attenzione! L’uso della radio è consentito solo nei canali presenti nella Scheda Tecnica della Concessione di cui si possiede il Documento di Esercizio. Ad esempio, poiché negli apparati del Comitato sono presenti canali sia in Concessione al Comitato stesso che canali Regionali, l’utente deve sempre poter  accompagnare la radio  con 2 documenti di esercizio, quello locale e quello regionale, in cui la marca/modello/matricola risulti presente. Le sanzioni sono piuttosto severe (centinaia di euro di multa per ogni canale non lecitamente presente sulla radio), quindi va prestata la massima conformità alle procedure sopra descritte.

  • Gli apparati radioamatoriali, non sono di libero uso, ma richiedono una specifica autorizzazione (autorizzazione generale per l’impianto e l’esercizio di stazione di radioamatore), che si ottiene dopo il superamento di un esame ministeriale. L'impiego, poi, è limitato a specifici studi di carattere tecnico (seppur hobbistico) per cui, ad esempio, non ne è consentito l'uso per attività sportive come la caccia.
    Divulgazione radioPossono essere impiegate in ambito di protezione civile, ma solo da operatori che hanno sostenuto e superato l'esame ministeriale e ottenuto l'autorizzazione, e solo nelle frequenze radioamatoriali. Non possono essere impiegate per il transito sui ponti radio Regionali o del Comitato. Non sono omologate per il servizio civile e quindi non possono essere inserite nei Documenti di Esercizio prima citati.

 

Il sito del Ministero dello Sviluppo economico, a cui fanno capo le questioni inerenti le radiocomunicazioni, é un utile riferimento per la normativa e la modulistica: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/comunicazioni/radio/cb-banda-cittadina

altri riferimenti: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Libero_uso_ed_autorizzazioni_nelle_comunicazioni.pdf

Si ringrazia Vittorio Bussoni, IK4CIE, per la collaborazione nella stesura di questa pagina, e le preziosi precisazioni.

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